Valerio Spada / Vinicio Capossela 1999-2018

Valerio Spada lavora con Vinicio Capossela dal 1999, anno della realizzazione della copertina dell’album Canzoni a Manovella. Ha poi firmato le copertine di Ovunque Proteggi, E la nave va e del recente Canzoni della Cupa. In questa selezione troverete anche le fotografie realizzate per il libro Il paese dei Coppoloni ed alcuni momenti personali di viaggio. Le stampe sono firmate e certificate sul retro dall’autore.


La dimensione delle stampe è di 21x30cm. e di 13x30cm per il formato panoramico, oppure 19.5cm x 45cm panoramico e 30 x 40cm.
Le stampe saranno consegnate firmate e certificate sul retro.

Le stampe vengono spedite dall’Italia entro 3 giorni lavorativi.
Le spese di spedizione e packaging sono incluse nel prezzo.

Prints sizes are 21 x 30cm. and 13 x 30cm or 19.5 x 45cm and 30 x 40cm.
Print will come signed and stamped on the back.
Prints are shipped from Italy within 3 days from your order.
Shipping and packaging expenses are included.

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1) Vinicio Capossela, Ferrara, 1999 - negli anni di Canzoni a Manovella


13 x 30cm / 100 Eur                                                       
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19.5 x 45cm / 200 EUR
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2) Vinicio Capossela, Calitri, 2015 - negli anni di Canzoni della Cupa


21 x 30cm / 100 EUR
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30 x 40cm / 200 EUR
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3) Vinicio Capossela, Calitri, 2015 - negli anni di Canzoni della Cupa


21 x 30 cm / 100 EUR 
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30 x 40cm / 200 EUR
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4) Vinicio Capossela, Dorgali, 2005 - negli anni di Ovunque Proteggi


21 x 30 cm / 100 EUR
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30 x 40cm / 200 EUR
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5) Vinicio Capossela, Sardegna, 2005 - negli anni di Ovunque Proteggi


21 x 30cm / 100 EUR
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30 x 40cm / 200 EUR
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6) Vinicio Capossela, Milano, 1999 - negli anni di Canzoni a Manovella


30 x 21cm / EUR 100
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40 x 30cm / EUR 200
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7) Vinicio Capossela, Dorgali, 2005 - negli anni di Canzoni a Manovella


13 x 30cm / EUR 100
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19.5 x 45cm / EUR 200
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8) Vinicio Capossela, Los Angeles, 2014 - negli anni di Canzoni della Cupa


21 x 30cm / EUR 100
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30 x 40cm / EUR 200
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9) Vinicio Capossela, Dorgali, 2005, negli anni di Canzoni a Manovella


13 x 30cm / EUR 100
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19.5 x 45cm / EUR 200
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10) Vinicio Capossela, Calitri, 2015, negli anni di Canzoni della Cupa

21 x 30cm / EUR 100
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30 x 40cm / EUR 200
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11) Vinicio Capossela, Milano, 2012,  negli anni di E la nave va


21 x 30cm / EUR 100
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30 x 40cm / EUR 200
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La vita è una catenella di immagini. La vita è una lunga catenella a uncinett che tessono gli incontri. Non ne siamo visibilmente, visivamente, consapevoli Ci affanniamo, soffriamo, suoniamo, viviamo e non sappiamo come cambia il nostro volto. Poi c’è qualcuno che si prende la briga di fotografarti la targa, mentre sei tutto intento a passare, a sfrecciare nella notte, e non si sa per quale meta. Solo andare e andare, come la catapulta.
Ti prendono la targa, le foto segnaletiche, e si fa la radiografia del cammino. Eravamo a Ispinigoli, in una grotta, cercando di prendere il volto del Minotauro... Eravamo a San Antonio, Texas, a vedere inclinare il profilo di pertica coi baffi sottili di Flaco Jimènez...
Eravamo sotto un cactus o sotto un nuraghe, o davanti a una trebbiatrice arrugginita, sempre a comporre tasselli d’immaginazione, scenografie in cui ognuno vede il suo film.
Le fotografie sono un po’ come il canto delle sirene. Invece che con la voce seducono con l’immagine (phantasia). Le immagini sono sempre cosa insidiosa.
Diverse religioni le vietano, molte tradizioni le trattano con pregiudizio, preferendo l’astrazione del pensiero.
Forse perchè l’immagine impedisce a volte di immaginare. Il canto delle immagini ci seduce più direttamente, senza riparo. La seduzione sempre passa dagli occhi...
(“Che cosa è questo, Amore, c’al core entra per gli occhi, per poco spazio dentro par che cresca? E s’avvien che trabocchi?”, Michelangelo Buonarroti, Rime.)
Così il nostro passato ci seduce con le immagini, astrazioni di un mondo che intanto è mancato intorno.
Ho un’avversione per le fotografie, soprattutto quelle fatte con smartphone.
Forse perché non voglio rimanere fissato nella forma di un istante, quando tutto il fluire della vita non è altro che molteplicità. Preferisco l’astrazione del pensiero e del ricordo. Ma a volte immagine e pensiero vengono a fondersi, a coincidere, come in un atterraggio ben riuscito.
Correre nella pioggia con ali di corvo, lambendo le cancellate sotto gli archi della stazione centrale... passare dalla frontiera di Tucson a quella della valle dell’Ofanto... qualsiasi frontiera tra sogno e fatica di un palcoscenico da concerto,
l’intavolato da pubblica esecuzione...
Posare come una farfalla disseccata davanti a un orchestrion dai ricami di panna, in un deposito di strumenti meccanici orfani di padrone, a lato di Mirabilandia... Trovarsi alla fine del continente americano, alla fine del giorno...
Scuotere campanacci apotropaici a Mamoiada, intruso tra plotoni di Mamuthones... essere Uomo Vivo nel barocco infuocato di Scicli... spandere musica sui sassi atavici dell’isola nuragica, come un Minotauro con gli zoccoli piantati nel Mediterraneo e le corna rivolte al cielo, e intanto spandere l’Agitazione... Questo è stato il mio cammino, qualche tappa, qualche colica d’immaginazione. Scomodità, fastidio, euforia...
Sempre 30 centimetri da terra, all’ammasona, come dice il violinista Peppe Matalena... all’ammasona, come le galline, che lì sopra fanno l’uovo, a 30 cm da terra, su un palcoscenico coperto di cacche. Vorrebbero volare, a volte ci provano...
poi subito ricadono a razzolare per terra, che è il loro limite e la loro ambizione.
Quando uno si mette a disposizione, a repentaglio della strada, sempre si trova in faccia con la vecchia antica dea triforme, divinità di incroci e crocicchi... molti elementi servirebbero a compiere la scelta, ma più spesso si rimane
solo attardati all’incrocio, presentando la sconfitta, che sempre la scelta porta.
Quando uno ha per motto “tutto è bene quel che non finisce mai”, il fanatismo della fine porta ad attardarsi dove si è...
Ho sempre dovuto pagare il viaggio due volte, come una specie di pegno a questa divinità dell’incrocio... pagare, spesso caro, la possibilità di attardarsi...
Pagare caro, la possibilità di essere altrove... Pagare caro, la possibilità di essere qui adesso.
Forse per questo il crocicchio è sempre stato caro a tutti i blues men... è lì che si appesta il diavolo del crocicchio, si prende l’anima, ma spesso te la paga sottoprezzo e nemmeno diventi il migliore, ma ti arrangi a suonare con i tuoi mediocri demoni, che comunque non ti fanno dormire tranquillo.
Jeff Buckley lo aveva detto... siamo angeli con un’ala sola, per volare abbiamo bisogno di stare abbracciati. Ma spesso quell’ala sola la dobbiamo usare per tenerci alla larga dall’abbraccio, e così finiamo nelle schiere degli angeli caduti... Il ballo di San Vito è metafora d’inquietudine, è la divinità dei grandi appetiti, della danza circolare...
Karelias, le sigarette, il tavolo, il rebetis è qualcuno che ha imparato a stare saldamente fermo, a farsi arrivare l’intera odissea fermo a un tavolino di taverna.
Così voglio imparare a stare fermo io, come in Barry Lyndon, ricevere il colpo, da fermi. Come Manolis Papos, essere pietra, con anima. Così vorrei si compisse la mia evoluzione, dal giro del derviscio, girare sempre più lento fino ad avere la fissità della pietra lucida, che si è pulita di tutto, girando.

Vinicio Capossela




Darius Himes, Christie’s International Photographs - From TIME Magazine Lightbox

“At first glance, Gomorrah Girl may seem to be an unassuming even haphazard book, but as each page unfolds, the viewer is challenged by layers of meaning. [...] This is a moving book of photographs and documents that one wants to return to repeatedly,” says Himes,, describing what made the book a winner. 



Roberto Saviano on Valerio Spada ‘I am nothing’ - Twin Palms Publishers

What do you carry when you decide to disappear? It depends on who you are and why you disappear. Clothes: a winter scarf, shirt and velvet trousers. Socks, a sweater and a jacket. And then scissors, glasses, nail file. A brush. Election leaflets from italian politicians Cuffaro, Casini, Ulivo, la Margherita, La Nuova Sicilia and Christian Democratic Socialist Party. Images of Jesus and newspaper clippings depicting men of the Church. A typewriter. A Bible. A handkerchief with an illegible note, burned during the raid by the police in the hideout of Bernardo Provenzano, mafia don of the dons, on April 11, 2006 and hidden in the sink. And words like these from Matteo Messina Denaro in a secret message, a pizzino,
"You see, I have known pure desperation and I have been alone, I have experienced hell and I have been alone, I have fallen many many times and I have got back up again on my own; I have witnessed pure ingratitude on the part of everyone and anyone and I have been alone, I have known the taste of dust and in my solitude I have been nourished by it [...] I am nothing, a loser, but if you need this nothing, I am always here for you, for anything. That is not rhetoric, I mean it from the bottom of my heart. I really love you. With lasting esteem and love, as alwaysP. S.When you have read this letter,burn it.”
Valerio Spada has photographed all of this, has collected evidences never shown before in a precious book "I am nothing".I'm a boss but I am nothing. I decide of life and death, but I am nothing. I am nothing because I am like you. I walk by you. I live close to you. I believe in your God using the same objects that you use, but I do not use them as you use them. With my typewriter I compose messages of death. "I am nothing" by Valerio Spada is an impressive work because it shows us the silence, the penetration of crime in everyday life and our failure or inability to defend ourselves. - Roberto Saviano



Martin Parr and Gerry Badger - From “A History of Photobook, Volume III, Phaidon”

Spada’s book – self-published, stapled together, a brilliant combination of the rough-hewn with the exquisite – is a memorial for a dead girl, a cri de coeur for vulnerable young women and a penetrating examination of the social ills resulting from a corrupt and rotten political system.



Edward Hirsch announcing  Guggenheim Fellowship

Edward Hirsch, president of the Guggenheim Foundation, described the winners of the 89th annual competition as “the best of the best” in US & Canada in Creative Arts  in a news release announcing the prestigious awards. “It’s an honor to be able to support these individuals to do the work they were meant to do,” he said. The Fellowship in Photography was previously awards to Edward Weston, Robert Frank, Cindy Sherman, John Gossage, Diane Arbus to name a few.




Valerio Spada


Upcoming exhibitions:
Benrubi, New York, Solo Exhibition, opening March 7th 2019
Museum of Modern Art SF MoMA, San Francisco,
The impact of Guggenheim Fellowship on history of Photography, 2020, TBA, Book (Aperture) and Group Exhibition



Gomorrah Girl

Reviewed by Allie Haeusslein, Director Pier 24 Photography, San Francisco, USA

Gomorrah Girl
By Valerio Spada
Twin Palms Publishers, Santa Fe, 2014. 78 pp., 57 color illustrations, 9x13".


"Many of these girls will soon marry Camorristi... Many will bear children who will be killed... But for now they are just little girls in black. They weep for a friend... Annalisa is guilty of having been born in Naples. Nothing more, nothing less.”* —Roberto Saviano, author of Gomorrah
On March 27, 2004, fourteen-year-old Annalisa Durante was fatally shot in the back of her head outside her family home, caught in the crossfire of a drive-by shooting; the intended target, nineteen-year-old Camorra boss Salvatore Giulano, was accused of using the young girl as a shield. Though Italian journalist Roberto Saviano had spent some time infiltrating the Camorra — the centuries old mafia-like organization that controls Naples — it was ultimately Annalisa's tragic death that encouraged him to write his impassioned exposé, Gomorrah. Annalisa’s death is also the backbone of Valerio Spada’s Gomorrah Girl, an examination of the fraught relationship between female adolescence and the culture of violence defining present-day Naples.

Gomorrah Girl. By Valerio Spada. Twin Palms, 2014.

Gomorrah Girl combines Neapolitan landscapes and portraits by Spada with rephotographed pages from the police investigation of Annalisa’s death and exists as two intermingled books. The worn pages of the police report — printed on something akin to newsprint — are interspersed with Spada’s own smaller, glossy photographs. You cannot view one without seeing the other. As a result, the lives of these young women and the landscape they occupy can only be viewed within the somber context of Annalisa’s death, producing a disquieting overtone regarding the future of the young women depicted.

The crime scene photographs from Annalisa’s death are analytical, unsentimental and sterile — ballistics images, streets covered in evidence markers, approximations of bullet trajectories. They attempt to document and explain. And while they are necessary, there is a dark irony — no matter how much this crime is picked apart and the evidence is analyzed, it is ultimately an unsatisfactory explanation for a senseless event.



Gomorrah Girl. By Valerio Spada. Twin Palms, 2014.

Spada’s images of young women are highly charged; there is a tension at play, a sense that something is amiss. Allusions to childhood — Hello Kitty, Daisy Duck, oversized headbands and plastic jewelry – appear duplicitous in the company of his subjects. They do not feel like children; they appear sexualized and desensitized to the violence that surrounds and subsumes them. The faces of these teenagers are viscerally hardened, projecting austere personas developed for survival.




Gomorrah Girl. By Valerio Spada. Twin Palms, 2014.

A jarring picture that presents a telling metaphor for both the loss of innocence and the marginalization of women depicts a lone woman shooting up, completely ignored by the three men to her left. The photograph was taken in one of the most dangerous places in Italy known as “La Scuola” or “I Puffi” (The School or Smurfs House), a name that refers to the locale’s former life as a kindergarten. A place intended to educate and nurture youth falls victim to a culture with little room to experience childhood.



Gomorrah Girl. By Valerio Spada. Twin Palms, 2014.


Italy is often associated with the Coliseum, Pompeii, Tuscan hillsides and quaint cobbled roads. It is a struggle to conceive of the inhumane underbelly of a place we so blissfully romanticize. Hollywood portrayals of mafia-like organizations such as The Godfather or The Sopranos conceal the reality of these groups and their implications on society. Spada pulls the rose-colored glasses from our eyes, forcing us to consider how the intimidation, violence and machismo perpetuated by the Camorra reverberates through the fabric of a major city — the third largest municipality in Italy. The final photograph in Gomorrah Girl leaves us uneasy. The thirty-one year old “killer of Scampia” is positioned on a motorcycle in front of a series of apartment buildings, staring straight into the camera’s lens. His girlfriend, who did not want her portrait taken, is almost entirely obscured; all that is visible is a small sliver of her face and downcast gaze. Leaving us to wonder — what will become of these Gomorrah Girls?—ALLIE HAEUSSLEIN


*Roberto Saviano quoted by Ed Vulliamy, “In the grip of Italy’s bloodiest mafia clan,” The Guardian, 4 October 2008.


Gomorrah Girl


‘Italy is often associated with the Coliseum, Pompeii, Tuscan hillsides and quaint cobbled roads. It is a struggle to conceive of the inhumane underbelly of a place we so blissfully romanticize. Hollywood portrayals of mafia-like organizations such as The Godfather or The Sopranos conceal the reality of these groups and their implications on society. Spada pulls the rose-colored glasses from our eyes, forcing us to consider how the intimidation, violence and machismo perpetuated by the Camorra reverberates through the fabric of a major city — the third largest municipality in Italy. The final photograph in Gomorrah Girl leaves us uneasy. The thirty-one year old “killer of Scampia” is positioned on a motorcycle in front of a series of apartment buildings, staring straight into the camera’s lens. His girlfriend, who did not want her portrait taken, is almost entirely obscured; all that is visible is a small sliver of her face and downcast gaze. Leaving us to wonder — what will become of these Gomorrah Girls?’

Allie Haeusslein, Director Pier24 Gallery, San Francisco, USA